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Suviana e Brasimone, due laghi da scoprire

Due scintillanti specchi d’acqua si innestano nel cuore verde dell’Appennino Bolognese: sono il cuore del Parco Regionale dei Laghi.

suviana e brasimone (1)

                       AUDIOGUIDA

 

Generati artificialmente a scopo idroelettrico verso i primi del Novecento, i due bacini di Suviana e Brasimone, inseriti in un contesto circostante di grande pregio storico e naturalistico, danno luogo al grande Parco Regionale dei Laghi.

Con un’estensione di 4.000 ettari compresi tra i comuni di Camugnano, Castel di Casio e Castiglione dei Pepoli, il Parco di Suviana e Brasimone è un luogo ideale per chi desidera godere della quiete e della bellezza della natura, ma anche per coloro che non vogliono rinunciare ai benefici dell’attività sportiva.

Grazie ai suoi 130 km di stradelli forestali e sentieri segnalati, infatti, il Parco può essere esplorato a piedi, ma anche in mountain bike ed e-bike. Inoltre, nei due bacini, è possibile svolgere numerosi sport acquatici, dal surf alla canoa, dal nuoto pinnato alla pesca sportiva e perfino un particolare triathlon (nuoto, canoa e tiro con l’arco).

La biodiversità costituisce uno degli aspetti più interessanti. Boschi popolati da querce, faggete e rimboschimenti di conifere caratterizzano i rilievi principali della parte occidentale della dorsale, insieme alla valle del bacino del Brasimone nel suggestivo fronte dei Cinghi delle Mogne.

Sulle pendici, la vegetazione prevalente è costituita da aquilegie, genziane, orchidee, che si alternano a vaste radure e coltivi di vegetazione spontanea.

Folti castagneti secolari fanno da cornice alla zona di Mogne e Poranceto, all’interno della quale è situato il Museo del Bosco.

Questa struttura, nata dal recupero di vecchi edifici rurali (che comprendono stalla, fienile ed essiccatoio per le castagne) si compone di una sala al piano terra, in cui vengono presentate le quattro principali tipologie di boschi montani: i querceti misti, il castagneto, la faggeta e i rimboschimenti a conifere; un ballatoio, dove si trova un diorama incentrato sul rapporto bosco-animali; un ulteriore piano, in cui viene affrontato il tema del rapporto uomo-bosco, dalla gestione tradizionale delle risorse boschive (la legna, il carbone vegetale) fino alla produzione delle castagne (gestione delle piante, raccolta e trasformazione dei frutti).

castagne suviana brasimone
Foto credit: Daria Victorini

Il grande valore storico e sociale del comprensorio, infine, è sottolineato dai piacevoli, piccoli borghi che lo circondano.

Bargi, Baigno, Badi, ma anche Stagno e il suggestivo borgo cinquecentesco di Chiapporato sono le espressioni più vive dello stile di vita e delle attività artigianali che hanno caratterizzato, attraverso i secoli, questi comprensori d’alta quota.

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