VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE
Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
Il Festival dei Sapori d’Italia – Speciale Appennino

La Società Mutua Salsamentari a tutela dell’eccellenza felsinea

70 fabbriche di mortadella, oltre 200 salumerie e 10.000 lavoratori: l’industria salumiera rappresenta un’eccellenza di Bologna che la Società Mutua Salsamentari tutela dal 1876.

Luciano Sita Società Mutua Salsamentari

Correva l’anno 1876 quando il giovane bolognese Giuseppe Vaccari, di professione salumiere, avvertì la necessità di ridare vita all’antica “Compagnia dei Salaroli”, una corporazione medievale che riuniva coloro che utilizzavano il sale per conservare le carni o per preparare i formaggi. Da questa intuizione e con l’aiuto di Ludovico Berti, avvocato e consigliere comunale, nacque così la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari ed industrie affini, con il proposito di venire in soccorso ai soci in difficoltà economiche, o costretti a sospendere l’attività per malattia. Ma non solo: questa istituzione istituì anche una cassa pensioni per gli operai del settore e si impegnò per la loro alfabetizzazione.

Oggi la Mutua Salsamentari continua a impegnarsi a rafforzare e a diffondere la cultura, i valori e i saperi che l’hanno portata a festeggiare 145 anni di attività nel 2021, tutelando e promuovendo l’arte della salumeria. Ne abbiamo parlato con il suo Presidente, Luciano Sita, che ha fortemente voluto essere presente al Festival dei Sapori d’Italia, nella corte di Palazzo Re Enzo.

Mutua SALSAMENTARI

Dietro a ogni prodotto o ricetta c’è la memoria storica e culturale di una collettività. Quanto, ad oggi, rimane di questo patrimonio a Bologna e in che modo la Società Mutua Salsamentari si impegna per conservarla?

La memoria storica e culturale che accompagna i prodotti è garantita in buona parte dalla professionalità di chi li vende. Conoscere e saper distinguere la qualità, le provenienze e le distintività dei prodotti è la garanzia della salvaguardia e della difesa dei loro valori. Credo che a Bologna sia alta questa capacità. In particolare la Società Mutua Salsamentari ha da sempre fondato la sua attività nel tramandare i saperi e le competenze dei propri associati che traggono origine dalla propria storia che risale al 1876. A ciò i soci Salsamentari aggiungono una particolare capacità di relazione positiva con il consumatore con un ruolo informativo e formativo che esalta la disitintività di origine, storia e qualità dei prodotti offerti alla comunità

 

Perché la Società Mutua Salsamentari ha ritenuto importante essere presente a Cibò So Good! – Il Festival dei Sapori d’Italia?

La Società Mutua Salsamentari è presente al Festival dei Sapori con due eccellenti testimoni della qualità e del saper fare nella produzione e lavorazione dei prodotti alimentari: il campione di produzione della mortadella come Gruppo Felsineo e un campione di produzione di filiera e moderna distribuzione come l’azienda Golinelli. Non potevamo mancare ad una rassegna tanto importante come Cibò So Good – Il Festival dei Sapori d’Italia. Riteniamo di poter esprimere con la nostra presenza un contributo tangibile alle finalità del Festival, dando dimostrazione pratica di ciò che è possibile fare con un impegno di professionalità che viene da lontano ed esprime grandi valori di storia qualità e competenza.

 

Negli anni, avete visto la città di Bologna mettere sempre più in risalto la dimensione del cibo. Come vede questa leva per il turismo, e come si riflette tutto ciò nella vostra attività?

Bologna è sempre più anche città del cibo e questa caratteristica sempre più riconosciuta e apprezzata genera sinergie formidabili con il patrimonio culturale storico e artistico che la distingue. Questo insieme di caratteristiche e valori ha una crescente capacità attrattiva di turisti italiani e stranieri favorita anche dalla nostra collocazione geografica e i rapidi collegamenti esistenti con tutti i Paesi.
Ora si tratta di preservare la qualità di questa offerta complessiva, diffonderla e valorizzarla con investimenti adeguati. Penso al potenziale che potrà esprimere la Denominazione di Origine Comunale, ciò con l’impegno crescente delle categorie interessate. Noi come Salsamentari ci riteniamo interpreti e soggetti primari di questo impegno, perché siamo certi che da ciò ne possa trarre grande beneficio tutta la nostra comunità.