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In cammino da Lizzano verso l’Appennino nascosto

Dal borgo abbondonato di Fiammineda alla salita al Rifugio Donnamorta, Lizzano offre affascinanti percorsi tra boschi e castagneti.

monteacuto delle alpi

I due itinerari proposti si snodano nei suggestivi dintorni di Lizzano in Belvedere. Tra antichi borghi abbandonati e rifugi ad alta quota, partiamo alla scoperta di questa meravigliosa area dell’Appennino Bolognese!

 

Da Lizzano a Fiammineda, l’antico borgo abbandonato

Risalente almeno al XVII secolo e totalmente disabitato, l’antica origine del piccolo borgo di Fiammineda ci viene testimoniata da un’incisione sull’architrave di una finestra, che indica una data: 1644. Questo primo itinerario, lungo circa 14 km, tocca molti punti spettacolari del meraviglioso territorio che circonda l’abitato di Lizzano in Belvedere, fino a giungere appunto al pittoresco agglomerato di case in pietra abbandonate. Il sentiero di partenza è il CAI 125 B e lo si imbocca da dietro la chiesa di Lizzano. Attraversando boschi di faggi e castagneti, vi troverete poi a percorrere il sentiero 125 verso il Monte Pizzo, abbastanza ripido e in alcuni tratti decisamente difficoltoso: adatto a escursionisti esperti. Si raggiunge quindi il Monte Grande e l’itinerario prosegue verso la Sboccata di Bagnadori, quindi in direzione Pianaccio sul sentiero CAI 115. Per poter ammirare le rovine dell’antico borgo abbandonato di Fiammineda, si deve imboccare il sentiero 151, un’antica mulattiera in continua graduale salita che, oltre il borgo, prosegue in direzione nord verso la località Bocca delle Tese. Lungo questa antica via di comunicazione, si trovano ancora dei tratti lastricati. Il ritorno a Lizzano in Belvedere è tramite il sentiero 135 e poi 125a.

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Da Monteacuto delle Alpi verso il Rifugio Donna Morta

Monteacuto delle Alpi
Monteacuto delle Alpi ©Francesco Centorrino

Il secondo itinerario proposto, ad anello, inizia e termina presso il borgo medievale di Monteacuto delle Alpi, seguendo i sentieri CAI 113 – 113a – 111, e compie una breve sosta al Rifugio Donna Morta. Lungo questo semplice percorso potrete anche ammirare i resti di antichi edifici in pietra, i metati, utilizzati per l’essicazione e la conservazione delle castagne, prima della macinazione al mulino. I primi chilometri sono piacevolmente accompagnati dalla squillante voce del torrente Silla e dalla presenza di castagni, che lasciano poi spazio a un’abetaia. Il percorso prosegue senza alcuna difficoltà verso il punto più alto di questo itinerario (1368 metri): il Rifugio Donna Morta, immerso nella faggeta e incorniciato dalle maestose cime del Parco Regionale del Corno alle Scale. La discesa nel bosco prosegue, intervallata da ampie radure, verso il borgo di Monteacuto delle Alpi, dove è consigliabile una suggestiva passeggiata tra i vicoli racchiusi tra le sue antiche mura.

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