VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE
Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
INFLUENCER SU DUE RUOTE

Pietro Franzese, una vita in “scatto fisso”

La passione per il cicloturismo con il potere dei social, sono le chiavi del successo del giovane monzese. Pietro Franzese racconta la sua esperienza da "bike influencer"

25 anni, brianzolo di nascita ma milanese d’adozione, Pietro Franzese cavalcando l’onda dello “sharing is caring” ha scelto di condividere sui social la sua passione per il cicloturismo trasformandosi in un bike influencer.

Oggi, il suo canale YouTube conta circa 8700 iscritti ed è diventato un vero e proprio punto di riferimento per tutti i cicloturisti.

 

Il termine “influencer” è stato declinato praticamente su ogni ambito della nostra quotidianità. Bike Influencer, però, è un termine nuovo e piuttosto insolito. Che significato ha per te?

Tramite i social oggi possiamo raggiungere migliaia di persone con i nostri stessi interessi. Come “bike influncer” mi è capitato in questi anni di ricevere messaggi di ragazze e ragazzi, donne e uomini che grazie ai miei video hanno trovato il coraggio di partire per il loro primo viaggio in bicicletta!

Ma non solo! C’è anche chi si è appassionato all’utilizzo della bicicletta nella vita quotidiana, cercando di fare più movimento e una vita meno sedentaria.

E questo mi rende davvero felice! (pensa che ho raccolto tutti i messaggi in una cartella che ho chiamato “perché faccio quello che faccio”).

Se il termine influencer poi, serve a descrivere una persona che influenza con i propri comportamenti, allora sono veramente felice di esserlo!

Negli ultimi anni un numero sempre crescente di persone si sta avvicinando al cicloturismo. A cosa pensi sia dovuto?

Il cicloturismo è un po’ una novità in Italia, per anni viaggiare in bici è stato considerato poco convenzionale.

Dallo scorso anno, grazie ad investimenti su infrastrutture e incentivi è aumentato l’interesse verso il cicloturismo.

In molti infatti, hanno scoperto che viaggiare in bicicletta non è una cosa così impossibile come può sembrare. Basta organizzarsi!

Inoltre l’Italia ha un potenziale enorme per il cicloturismo. Lo vedo e lo sento da chi lavora nel mondo del cicloturismo e che accoglie da nord a sud cicloturisti stranieri, entusiasti di visitare il nostro paese in sella alla loro bicicletta. Ho viaggiato per l’Italia quest’estate, pedalando più di 2300km e posso dire che c’è davvero un patrimonio di inestimabile bellezza tutto da scoprire.

Il tuo canale youtube è un vero e proprio vademecum per tutti gli appassionati di cicloturismo. Che influenza hanno avuto i social nello sviluppo di questa tua attività?

I social (instagram e YouTube) insieme al mio blog sono serviti ad amplificare i miei contenuti in maniera esponenziale! Grazie a questo sto creando, con grande soddisfazione, una community appassionata al mondo dei viaggi su due ruote.

Creare questo tipo di contenuti ha in parte cambiato il mio modo di viaggiare. Fare video oppure foto di un certo tipo durante i viaggi richiede tempo ma soprattutto impegno.

Cercare di tenere tutte le batterie cariche, stare attenti affinché gli accessori che uso per filmare non si rovinino… Insomma, c’è un gran bel lavoro dietro. Ma amo quest’attività e mi dà una carica infinita!

40.000 km non sono esattamente pochi. Qual è stata la tappa che hai preferito maggiormente e perché?

Questi 40.000 km sono frutto di anni e anni di viaggi ma anche di tanto uso della bicicletta in città.

Trovare una tappa preferita è difficile, ma se dovessi sceglierne una allora direi la tredicesima del mio ultimo viaggio in scatto fisso di quest’estate. Ho pedalato partendo da Napoli per 110km fino al Sannio e all’Irpinia dove ho campeggiato alla notte sotto le stelle.

Volare al tramonto con il drone, sopra i borghi dell’entroterra campano e sui suoi rigogliosi campi coltivati, è qualcosa che non scorderò facilmente. E poi come sempre gli incontri: una coppia di anziani che mi ha offerto l’acqua e un’allegra brigata di amici a Buonalbergo, radunati dopo il lavoro attorno ad un baracchino di street food dove ho comprato del buonissimo “musso” (che poi ho mangiato sotto le stelle alla sera mentre facevo freecamping).

Sono queste le cose che mi piace di più trovare mentre viaggio in bicicletta e quando capita è sempre una bellezza, specialmente se capita in modo inaspettato!

Cosa consiglieresti a chi vuole cominciare ad addentrarsi nel mondo del cicloturismo?

Sono davvero tante le persone alle prese con il loro primo viaggio che mi chiedono consigli.

Il primo che mi sento di dare è sempre lo stesso: parti!

Certo, l’organizzazione, la preparazione fisica e l’attrezzatura sono cose importanti quando si viaggia in bicicletta, ma non sono niente di fronte alla voglia di partire per un’avventura.

Il mio primo viaggio in bicicletta è stato un disastro a livello organizzativo: con uno zaino in spalla, senza allenamento e con una bici non adeguata. Eppure quei 350km da Colonia ad Amsterdam, sono per me un bellissimo ricordo che mi ha spronato a continuare a viaggiare in bicicletta.

Sono passati diversi anni da quella prima avventura in solitaria e mi ricordo ancora la più grande paura: la partenza (che ancora oggi è la cosa che mi mette più ansia). I norvegesi lo chiamano “the doorstep mile” perché prima che ti passi devi partire per una nuova avventura almeno 100 volte.  Superare questa paura è un ottimo inizio e una volta superata è “tutta discesa”.

Ad una persona che vuole iniziare ad addentrarsi in questo mondo non posso che dire questo: parti e divertiti!