VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE
Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
ITALIANITÀ NEL SOL LEVANTE

Francesco Bellissimo, un romano a Tokyo

Intraprendenza ed umiltà sono state le carte vincenti che hanno portato il giovane “cuoco” italiano a conquistare un ruolo di grande prestigio in Oriente

francesco bellissimo

Il carisma non gli manca di certo e la locuzione latina “nomen omen” gli calza assolutamente a pennello.

Francesco Bellissimo, classe 1979, trascorre la sua adolescenza a Roma tra i banchi della Scuola d’Arte e quelli della facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza.

Un’anima creativa, forte ed impetuosa la sua che, dopo una serie di vicissitudini, lo porta a spostarsi nel 2001 in Giappone.

Qui, ha messo radici trovando una sua dimensione di vita ed oggi, oltre ad essere un affermato chef e personaggio televisivo, è anche un rappresentante della cultura italiana in Giappone nella veste di presidente dell’associazione Associazione Culinaria Italia Ryori Kenkyukai.

Nella tua biografia ti presenti come uomo d’affari, cuoco, attore e personaggio televisivo. Quale tra questi appellativi senti più tuo e perché?

Per semplificare potete chiamarmi “il Cuoco”. Sono convinto che nella società moderna una persona debba avere più conoscenze lavorative, saper e voler fare più mestieri, cercando di essere molto flessibile mentalmente.

Il cosidetto “posto fisso”, è un concetto obsoleto che appartiene al passato. In questo mondo ipercompetitivo, oggi vive bene chi porta avanti più progetti contemporaneamente, quindi bisogna aspirare a personaggi eclettici come il grande Leonardo da Vinci.

L’Italia continua ad essere un punto fermo nella tua vita, ma hai comunque deciso di trasferirti in Giappone, un paese molto lontano, oltre che estremamente diverso. Da cosa è scaturita questa scelta?

Volevo migliorare la mia vita e ampliare i miei orizzonti. Questo non significa che l’Italia non sia un paese meraviglioso, ma oggi avere una esperienza internazionale è fondamentale se si vuole fare carriera in un mondo globalizzato.

Avere una visione strettamente “campanilista”, a lungo andare, può diventare un limite per le nuove generazioni.

Tornando a Leonardo da Vinci, è stato una figura centrale nell’ambito di un programma sulla cultura del cibo italiano e sull’antica Roma che hai lanciato nel 2017.

Non hai trovato difficoltà nel veicolare i valori della tradizione italiana ad una cultura così distante dalla nostra?

Credo che fare tesoro della propria storia e delle proprie origini sia molto importante. Se poi si riesce a trasmettere un’emozione attraverso un piatto ben realizzato è davvero difficile non farsi apprezzare.

In Giappone hai cominciato il tuo percorso come insegnante, a domicilio, di pasta fresca. Oggi, vanti un seguito notevole sui canali televisivi e social, che ti è valso anche il titolo di Italia No Taunema.

Quali pensi siano state le chiavi del tuo successo?

L’umiltà, direi. Essere partito dal gradino più basso mi ricorda sempre quanto sia bello imparare dagli altri per poter poi condividere, a mia volta, questo sapere.

E dell’Italia, cosa apprezzano maggiormente i Giapponesi?

Sicuramente il nostro stile di vita, il senso estetico e quel pizzico di estro che ci contraddistingue

Salutiamo Francesco con una domanda di rito la cui risposta non ha lasciato ampio margine di dubbio sulle sue origini.

Se dovessi scegliere un piatto italiano che ti rappresenta, quale sceglieresti?

Beh, assolutamente la Carbonara! Io sò Romano de Roma!

Per i lettori di Cibò. So Good! Magazine, Francesco ha realizzato una gustosa ricetta che fa da ponte tra Italia e Giappone.

 

 BELLISSIMO YOSHI 

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