VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE
Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
borghi di montagna

Monteacuto delle Alpi, una meta da conquistare

Posto tra l’Emilia e la Toscana, il suggestivo borgo medioevale è una terrazza naturale che offre una vista spettacolare sulle cime circostanti.

Monteacuto delle Alpi

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Baluardo tra l’Emilia e Toscana, lo splendido borgo medievale di Monteacuto delle Alpi non può non essere annoverato tra le meraviglie che sorgono nei dintorni di Lizzano in Belvedere e, più in generale, tra i più pittoreschi borghi che punteggiano l’Appennino Bolognese.
Nel suo nome è già insita la sua impervia collocazione, decisamente d’impatto, che fa del piccolo paesino montano una maestosa terrazza, che affaccia da un lato sul torrente Silla e dall’altro sul torrente Baricello. Il crinale che accoglie il borgo di Monteacuto ha sicuramente donato una protezione naturale alla sua imperitura bellezza, ma lo sforzo di raggiungere la sommità è ripagato dalla spettacolare vista. Dal borgo si gode infatti di un magnifico panorama sulle Tese, su Monte Grande, sul Monte La Nuda e sul Corno alle Scale.

 

Un passato da esplorare nei vicoli di Monteacuto delle Alpi

Monteacuto delle Alpi
Monteacuto delle Alpi ©Francesco Centorrino

Le stradine che solcano il centro del paese non sono percorribili in auto e riportano al presente in maniera ancor più vivida uno stralcio di Medioevo, come la pietra arenaria che domina gli edifici antichi. Riparati delle sue possenti mura, fra i secoli XII e XV nel borgo di Monteacuto delle Alpi sostavano i commercianti in transito per la Toscana, che fecero di questo luogo un notevole centro mercantile. L’importanza commerciale conobbe il suo declino nel 1300, a seguito di varie contese e della ricerca di nuove vie che mettessero in comunicazione l’Emilia Romagna con la Toscana. Fu così che gli abitanti di Monteacuto trovarono nella natura rigogliosa il loro nuovo mezzo di sostentamento, ripiegando sulle attività legate al bosco e al suo fondamentale legname.

Altro elemento di inestimabile importanza, in un borgo arroccato come questo, è l’acqua. Nel 1883 l’autoctono Pasquale Poli riuscì a portarla in paese attraverso una conduttura di coppi di terracotta: un’impresa titanica per l’epoca. Di proprietà dell’ingegnoso abitante era anche il Mulino della Squaglia, sul torrente Baricello, che veniva usato per macinare castagne e cereali. Sempre legato al tema dell’acqua, merita una visita l’antico lavatoio “I Pozzi”, ancora in uso, mentre gli amanti dell’architettura religiosa potranno ammirare nel centro di Monteacuto delle Alpi una delle chiese più belle del Belvedere: la chiesa di San Nicolò, databile attorno al XVII secolo.

 

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