VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE
Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
CAMMINI D'ABRUZZO

La Via del Tratturo, sui passi dei pastori

110 km per ripercorrere l’antica pratica della transumanza, tra gli itinerari seguiti dai pastori d’Abruzzo in viaggio verso il Tavoliere delle Puglie

via del tratturo

C’è stato un tempo in cui la pastorizia costituiva uno dei settori trainanti per l’economia agro-zootecnica. In Abruzzo, ad esempio, questa pratica sembra addirittura risalire all’età del bronzo, anche se appare più verosimile pensare che si sia diffusa con l’arrivo dei Safini o Sanniti e, in seguito, con i Romani.

A partire dall’insediamento dei Romani, infatti, la pastorizia divenne un’attività produttiva molto importante e diede vita allo sviluppo di quella transumanza orizzontale dagli altopiani abruzzesi fino al tavoliere delle Puglie.

Col tempo, questa pratica, che porta con sé secoli di storia, tradizione e cultura, cadde in disuso, lasciando spazio a mezzi di trasporto più rapidi e agevoli, come i treni e i camion.

Oggi però, grazie al lavoro della Compagnia dei Cammini ed Ecotour, le strade percorsi dai pastori sono state ripristinate e hanno dato vita ad uno degli itinerari più affascinanti d’Italia, la Via del Tratturo.

 

Il percorso e le tracce

La Via del Tratturo è un itinerario da percorrere a passo lento.

Su quelle vie d’erba, che un tempo accoglievano i pastori, che preservavano le loro greggi dai rigidi inverni abruzzesi, muovendosi verso climi più adatti alla produzione di lana, latte e carni, i viandanti trovano oggi il fascino di un paesaggio incontaminato, ma ricco di tradizione.

6 tappe, da Pescasseroli a Campobasso, compongono i 110 km dell’itinerario da percorrere in 6 giorni a piedi o, se si è dotati di buon fiato, anche in mountain bike.

La prima tappa che parte dal comune di Pescasseroli, nel meraviglioso scenario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, conduce in 19,5 km, a Villetta Barrea, dov’è situato il Museo della Transumanza.

Da qui si procede verso Villa Scontrone, incontrando, lungo il percorso, castelli medievali e il suggestivo lago di Barrea, incastonato tra i Monti Marsicani. Punto d’arrivo della terza tappa è l’Agriturismo il Tratturo, da cui si arriva, in circa 6 ore a Civitanova del Sannio, borgo medievale ricco di tesori artistici.

Si continua dunque per Castropignano e per la sesta e conclusiva tappa di Campobasso, dove i viandanti potranno visitare il Museo Sannitico e trovare ristoro presso la Taverna del Cortile, tipica taverna pastorale.

Grazie alle tracce gpx, scaricabili gratuitamente dal sito, e a dislivelli non troppo impegnativi, la Via del Tratturo può essere percorsa tutto l’anno (anche in inverno) in autonomia oppure unendosi ad uno dei numerosi gruppi della Compagnia dei Cammini.

 

I 60 passi napoletani e San Michele

via del tratturoI sentieri lungo i quali si snoda il percorso, sono contrassegnati dalla sigla RT. Ma cosa significa?

Nel 1477, Alfonso d’Aragona creò una rete tratturale (i regi tratturi, da cui la sigla) larghi “sessanta passi napoletani” cioè 110 metri. Questa è effettivamente la larghezza delle strade che caratterizzano la Via del Tratturo.

La pratica della transumanza era scandita da date ben precise: i pastori si mettevano in cammino verso il Tavoliere il 29 settembre, giorno della festa di S. Michele, santo protettore dei pastori.

Grazie all’importanza riservata al recupero di borghi meno noti e di tradizioni che, molto probabilmente, sarebbero andate perdute, la Via del Tratturo ha ricevuto, nel 2019, la designazione di Patrimonio immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

 

 

 

 

 

 

 

Foto credit: Compagnia dei Cammini

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