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Artichoke, a vegetable with infinite properties!

Whatever the name with which it is called, the artichoke combines the health aspect with the taste and extreme versatility in the kitchen

Una corolla di foglie verdi, con al suo interno un delicato cuore violaceo, custodisce secoli di storia e cultura che hanno portato alla diffusione e alla conoscenza di uno degli ortaggi più amati sulle nostre tavole, il carciofo.

Il suo nome scientifico Cynara viene spesso ricondotto alla vicenda di un’affascinante ninfa di cui Zeus si era invaghito. Il potente re dell’Olimpo, ricevendo un rifiuto di fronte al suo corteggiamento decise, in preda all’ira di trasformare la ninfa in un carciofo.

La leggenda cede il passo alla storia che conferma le origini mediorientali del carciofo già conosciuto al tempo degli Egizi per le sue virtù fitoterapiche e alimentari.

È con l’anno 1000, e la scoperta da parte degli Arabi in Sicilia, che il carciofo comincia ad essere esportato in Italia ma anche all’estero.

Noto all’epoca con il nome arabo di kharshuf, il carciofo si diffuse dapprima a Napoli e nel 1466 in Toscana grazie al banchiere Strozzi il Vecchio.

Da qui approdò alla Capitale, diventando non soltanto ingrediente principe nella realizzazione di gustose ricette, ma anche protagonista di singolari vicissitudini come quella che coinvolse Caravaggio in un’osteria romana.

Oggi il carciofo, ortaggio tipicamente mediterraneo, rappresenta un vanto per il nostro Paese che ne è uno dei principali coltivatori.

DALLA PARTE DELLA SALUTE

Ottimo alleato delle diete, il carciofo è un naturale protettore del fegato.

Inoltre, grazie al basso indice glicemico, alla ricchezza in fibre e alla presenza di mannite e inulina, questo ortaggio è un alimento ideale per i diabetici.

Potassio, sali di ferro e flavonoidi, infine, conferiscono al carciofo proprietà antiossidanti, anche se è la cinarina che caratterizza l’ortaggio, determinandone il sapore tipicamente amaro.

Questa sostanza, derivante dall’acido caffeico, contribuisce all’abbassamento del colesterolo cattivo favorendo la diuresi e la secrezione biliare, e conserva al meglio le sue proprietà quando il prodotto viene consumato a freddo.

Infine, il carciofo ha un effetto purificante sulla pelle, soprattutto su quella con tendenza acneica.

 

MILLE MODI PER DIRE CARCIOFO

Dire carciofo significa, semplicemente, riferirsi ad una pianta della famiglia delle Asteracee. Sotto questo nome, in realtà, si celano numerose varietà classificate in base ad alcuni criteri specifici:

  • La presenza e lo sviluppo di spine determina l’appartenenza alla varietà degli inermi o delle spinose
  • Il colore del capolino che può essere violetto o verde
  • Il ciclo fenologico in base al quale i carciofi si suddividono in autunnali rifiorenti e primaverili unifere

Tra le varietà più famose che uniscono la penisola da Nord a Sud, includendo la mammola verde, il precoce di Chioggia, ma anche il violetto di Toscana e il Carciofo di Montelupone, quattro hanno ottenuto una certificazione di qualità: il carciofo Brindisino IGP, il carciofo di Paestum IGP, quello spinoso di Sardegna DOP e infine il carciofo romanesco del Lazio IGP.

Quest’ultimo, chiamato anche “mammola” o “cimarolo”, è abbastanza grande, con capolini tendenti alla forma rotonda, di colore dal verde al violetto.

Il capolino centrale è caratterizzato da una forma sferica, compatta, con diametro superiore a 10 cm ed è privo di spine. Rispetto ai capolini laterali (braccioli) risulta il più ricercato, perché molto tenero.

Il carciofo romanesco del Lazio IGP è parte integrante della cultura capitolina.

Oltre ad essere ingrediente di una delle più celebri ricette della cultura giudaico-romanesca, i carciofi alla giudia, è impossibile recarsi nella capitale senza aver fatto incetta dei golosi carciofi alla romana.

 

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