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Wine tourism pills

Borgo diVino in Tour, the turning point in Cisternino

The itinerant appointment of good drinking is back in Cisternino, promoted by the association "I Borghi più belli d'Italia".

Cisternino

È Cisternino la location prescelta per la prossima tappa di Borgo diVino in Tour, evento itinerante promosso dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia, con la Regione Puglia in qualità di partner istituzionale.

Dall’1 al 3 luglio Borgo diVino in Tour sbarca nel grazioso borgo in provincia di Brindisi con oltre 30 cantine da tutta Italia, offrendo ai visitatori non solo degustazioni, ma anche esperienze gastronomiche e percorsi formativi. Se il vino è il protagonista irrinunciabile della manifestazione, infatti, ogni buon calice merita di essere degnamente accompagnato da una selezione gastronomica di prodotti e piatti tipici della tradizione locale. In una terra come la Puglia, dove l’enogastronomia è un formidabile veicolo promozionale, l’offerta turistica locale, la produzione vinicola e la ricerca delle eccellenze si uniscono e compenetrano.

 

Vini e vitigni, ambasciatori del territorio

Il patrimonio enogastronomico italiano, si sa, veicola l’infinita varietà di culture e tradizioni tipica del nostro Paese, e il suo ruolo può essere davvero fondamentale, soprattutto in questo periodo di ripresa. Con questi presupposti, ogni vino Dop o Igp diventa ambasciatore del suo territorio, eccellenza che stimola la visita del turista.
Doc come il Primitivo di Manduria attirano sempre di più le attenzioni di consumatori giovani e curiosi, e grande fermento si riscontra anche sui vitigni autoctoni minori, come il Susumaniello, il Bianco d’Alessano e la Verdeca; una tendenza, questa, che sottolinea la crescente volontà da parte del pubblico di conoscere un territorio anche e soprattutto attraverso le sue eccellenze, scavando in un terreno culturalmente fertile come quello pugliese alla ricerca delle radici dalle quali nascono nicchie da preservare.

Le produzioni agricole, quella del vino soprattutto,– dichiara Fiorello Primi, presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italiarappresentano un elemento fondamentale per la tutela del paesaggio e dell’ambiente, e per garantire un futuro alle comunità che vivono nei Borghi. La valorizzazione delle produzioni agricole è parte integrante della mission dell’Associazione, che si prefigge lo scopo di valorizzare il grande patrimonio di tradizioni, cultura e arte di cui le comunità borghigiane e dei territori circostanti sono gelose custodi”.

 

 

 

Assaporare il territorio, tra masserie, trulli e macellerie con fornello

Scenograficamente eretto su un gradone calcareo della Murgia orientale che domina la Valle d’Itria, Cisternino è immerso in un territorio reso unico dalla pietra locale, da sempre lavorata per creare i celebri trulli e le storiche masserie, ma anche gli altrettanto caratteristici muretti a secco e le cummerse, tipiche abitazioni dal tetto spiovente.

Patria delle macellerie con fornello, tra le molte specialità del borgo pugliese non possono mai mancare sulla tavola le famosissime bombette di Cisternino, deliziosi involtini di capocollo ripieni di Canestrato, e i gnumereddi, budella di agnello arrotolati attorno a frattaglie miste come cuore, fegato, polmone, rognone e insaporiti con prezzemolo o altre spezie.

Entrambi questi cibi di strada ci raccontano un passato di latifondi, mezzadri e signori feudali che potevano godere dei tagli più pregiati, mentre i contadini delle masserie dovevano trovare il modo per rendere più appetitose le interiora degli ovini, molto spesso l’unico tipo di carne che si riusciva a mettere in tavola.

fave e cicorieNon solo carne: anche a Cisternino, come nel resto della regione, le orecchiette al sugo con una spolverata di ricotta o pecorino, o con il classico condimento alle cime di rapa sono un must, assieme al purè di fave con cicoria (faveneddhe e cicureddhe), che potete ricreare facilmente a casa vostra seguendo la nostra ricetta. 

Come sempre, in Puglia una menzione d’onore la meritano i prodotti da forno, su tutti taralli e friselle, queste ultime rese perfette dall’incontro con un altro grande protagonista della cucina pugliese: l’olio extravergine d’oliva, unitamente a qualche pomodorino.

 

L’acquedotto pugliese e la sua ciclovia

Partendo da contrada Figazzano è possibile percorrere il primo tratto della Ciclovia dell’Acqua, parte della variante pugliese della Ciclovia degli Appennini.
L’itinerario ciclabile unisce Figazzano, frazione del comune di Cisternino, a Ceglie Messapica, lungo una strada di servizio dell’acquedotto pugliese, e rappresenta il primo stralcio di un più grande sistema di oltre 250 Km inserito nel piano della rete ciclabile della Regione Puglia.

Ancora in fase di progettazione, l’itinerario ciclabile dovrebbe collega Caposele, in Irpinia, a Santa Maria di Leuca, attraversando dunque Campania, Basilicata e Puglia, e mettendo in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti e ancora poco valorizzati della penisola: Alta Irpina, Vulture Melfese, Alta Murgia, Valle d’Itria, Arneo ed entroterra del Salento.

Il tratto attualmente percorribile è stato realizzato in pietrisco pressato sui camminamenti del Canale Principale dell’Acquedotto Pugliese e passa su cinque ponti canali. Queste opere idrauliche permettono di superare i dislivelli naturali del terreno garantendo una pendenza adeguata al percorso e offrendo una posizione privilegiata dalla quale ammirare le bellezze del panorama circostante.

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