VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE
Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
la bellezza dei borghi

La tradizione artigianale tra i vicoli del sud Italia

Ultima parte del nostro viaggio tra i borghi più belli d’Italia e la loro tradizione artigianale: il sud e le isole, gioia per la vista e il palato!

tradizione artigianale di Atzara

Abbiamo sondato tutta la penisola alla ricerca della più autentica tradizione artigianale che conserva tutto il suo fascino, custodita nelle botteghe storiche che punteggiano i vicoli dei Borghi più belli d’Italia. Dai vivaci paesini del nord, toccando le perle del centro del Bel Paese, eccovi le ultime destinazioni che completano il nostro viaggio a caccia di souvenir d’autore!

 

Abruzzo, terra di arrosticini e artigianato

Tra le regioni del sud Italia che possono vantare una spiccata tradizione artigianale, l’Abruzzo è senz’altro quella che maggiormente richiama la nostra attenzione, in particolare Pacentro, pittoresco borgo di origini medioevali che si inserisce nel Parco Nazionale della Majella.
Qui, l’artigianato artistico ha una storia secolare che spazia dalla lavorazione della tradizionale pietra bianca, dalle figurine in terracotta per il presepe, ai filet all’uncinetto e ai costumi femminili. Nota anche come località natale dei nonni della popstar Madonna, a Pacentro moltissimi sono i luoghi da visitare, a partire dal suo famoso castello, dalla cui torre si gode di una vista mozzafiato sull’intera vallata. Restando in Abruzzo, anche a Pescocostanzo, sempre in provincia dell’Aquila, l’artigianato gode di spiccata fama, in particolare la tradizione orafa della filigrana, il merletto a tombolo e la lavorazione del ferro e del legno.
Come sempre, non lasciatevi sfuggire le gioie della tavola all’ora di visitare questi due paesini inseriti tra i Borghi più belli d’Italia; su tutti, gli arrosticini di pecora, grande classico dello street food abruzzese.

 

La terracotta di Altomonte, tradizione artigianale sempre viva

Spingendoci più a sud, arriviamo in Calabria, terra ruvida ma alquanto affascinante. Ad Altomonte, borgo in provincia di Cosenza che abbraccia le cime del Pollino e dell’Orsomarso, il mar Ionio, la piana di Sibari e la valle dell’Esaro, non è solo la terracotta – ancora sapientemente lavorata dall’ultimo artigiano di questa nobile arte, Maurizio Russo – ad esserne considerata il fiore all’occhiello. “Città Slow”, “Città del Pane”, “Bandiera Verde”, nonché inserita tra i Borghi più belli d’Italia, Altomonte ha molto di cui vantarsi! Perdersi tra le bellezze che la caratterizzano è d’obbligo, così come tuffarsi tra le leccornie della sua cucina, basata sulla tradizione contadina. Iniziando dalle paste fatte in casa e dalla mischiglia, una minestra composta da nove erbe spontanee, si fa subito conoscenza del prodotto di punta del luogo: il peperone crusco, essiccato al sole e saltato nell’olio bollente.
I dolci di Altomonte ci parlano invece in modo eloquente della sua particolare collocazione, che ne ha fatto luogo privilegiato per incontri e contaminazioni. La tradizione araba rivive infatti nei cannaricoli e nelle scalette di Altomonte, e lo si nota dal ruolo fondamentale che riveste il miele in queste due ricette.

 

Le Isole del tesoro… artigianale!

Tra i Nebrodi e le Madonie, nel cuore della Sicilia centrale, facciamo tappa a Sperlinga, uno dei borghi medievali più belli d’Italia. Il suo castello scavato nella roccia è considerato uno dei più suggestivi in Europa: protetto da un ponte levatoio, al suo interno si susseguono diversi ambienti ricavati nel tufo, dalla scuderia alle fucine dove venivano forgiate le armi. Anche qui, come in tutta la Sicilia, il palato avrà l’imbarazzo della scelta per esultare a dovere. Tra caciocavalli, piacentini e ricotta fresca, l’arte casearia locale è davvero sublime.
E l’artigianato? No, non ce ne siamo scordati! A Sperlinga sopravvive un’arte fantastica, vero punto di forza della tradizione locale. Stiamo parlando della tessitura, che ancora oggi avviene con antichi telai in legno, per produrre soprattutto i variopinti tappeti locali, le frassate, alla cui lavorazione si può assistere anche all’interno del castello.

 

Atzara, dove la natura fa vivere la tradizione artigianale

Balziamo ora al centro della Sardegna, più precisamente alle pendici sud-occidentali del Gennargentu. Atzara è uno squisito borgo di origine medievale ai confini tra le province di Nuoro e Oristano, fondato forse intorno all’anno 1000. Oltre al vino, la tradizione tessile è un grande vanto per questo minuto paesino sardo, uno dei cinque dell’isola inseriti nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Accanto al celeberrimo Cannonau, qui si produce il Mandrolisai, un vino DOC di colore rosso rubino, dal gusto secco e ben strutturato con cui ben si accompagna sa tumballa, la pasta al forno tipica della zona, s’ortau, un misto di salsiccia di maiale, milza, cuore e polmoni, e sa pudda prena, piatto unico composto da gallina, uova e pesto di fegato, pomodori secchi, lardo, prezzemolo e zafferano.

Ma torniamo all’artigianato locale. L’antica produzione dei tappeti, degli arazzi e dei costumi tradizionali vive tra stradine del centro storico, dove il rumore dei vecchi telai in legno utilizzati dalle tessitrici accompagna il passo degli abitanti di questo antico borgo. Un’autentica arte popolare che attinge, tutt’oggi, dalla natura circostante, dalle campagne e dalle foreste: è infatti da alcune specie vegetali autoctone, da radici, fiori, foglie e cortecce che gli artigiani atzaresi traggono i pigmenti per tingere la lana, la seta e il cotone.