Bagno di Romagna tra erbe e saggezza - CibòSoGood! Magazine

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BONTà DA COGLIERE

Bagno di Romagna tra erbe e saggezza

Dal campo al piatto, la natura ci mostra il suo lato più “buono”: quello del mondo delle erbe spontanee

Esiste un universo magico in natura, che si lascia cogliere senza riserve. Un universo a portata di mano, dal quale attingere con attenzione e saggezza: è il mondo delle erbe di campo, un immenso patrimonio da coltivare, in tutti e con tutti i sensi!
Qui, a Bagno di Romagna, dove la natura predomina su tutto, non è difficile scovare una grande quantità di erbe spontanee da utilizzare anche in cucina, attingendo dalla saggezza popolare, che si è tramandata nel tempo e che ha conservato intatti i segreti per rendere ogni piatto un’alchimia perfetta di sapori.
Dalle più versatili e note, come l’ortica e la borragine, fino al misterioso crespigno, abbiamo raccolto dalla saggezza di Franca Olivieri, cuoca dell’agriturismo La Fattoria dell’Autosufficienza, le erbe più diffuse in questo borgo al confine tra Emilia Romagna e Toscana.

 

Lo strigolo selvatico
STRIGOLO

Ottimo in insalata o come ripieno per la pasta fresca, lo strigolo si presta benissimo alla coltivazione in giardino. Si utilizzano le foglie e i germogli, da raccogliere quando sono ancora teneri, prima della fioritura. Con il loro sapore delicato che ricorda vagamente quello dei piselli freschi, gli strigoli possono essere usati come condimento per i primi, per insaporire zuppe, come ripieno per la pasta fresca o per torte salate.

 

Il crespigno
crespigno

Di questa pianta si possono utilizzare in cucina tutte le parti: radici, fusti e foglie. Anche in questo caso, il periodo migliore per la sua raccolta è quello primaverile, ma lo si trova durante tutto l’anno. Il sapore del crespigno ricorda un po’ il tarassaco ed è meraviglioso usato crudo, nelle insalate, ma anche sbollentato e condito con olio e limone. Viene anche utilizzato molto spesso nel ripieno di tortellini o ravioli.

 

Il rosolaccio o papavero comune

ROSOLACCIODel papavero comune si utilizzano sia i germogli che le foglie e le cimette, raccolti a inizio primavera (da marzo, si raccolgono i giovani germogli, mentre petali e foglie in piena fioritura). Tenerissimi, i germogli sono perfetti in insalata, conditi in modo semplice con un mix di olio e limone. Il rosolaccio è un ottimo ingrediente per delle fresche misticanze, assieme ad altre erbe spontanee come il già citato crispigno, il tarassaco, l’ortica… Le foglie della rosetta basale si possono cuocere e condire come gli spinaci, e utilizzarle per ripieni di tortelli e ravioli, risotti, zuppe, minestre e sformati. Attenzione: essendo un oppiaceo, si consiglia un consumo moderato.

 

Il radicchio selvatico o tarassaco

TARASSACOConosciuto con molti nomi diversi, a seconda della zona d’Italia, il suo uso in cucina è però comunemente riconosciuto; le foglie fresche, come molte altre erbe selvatiche, possono essere consumate in insalata, oppure stufate in padella con olio e aglio, quindi condite a piacere. È sempre bene non eccedere con il sale, ma nel caso delle erbe spontanee questo dettame viene accentuato dal fatto che il loro sapore verrebbe penalizzato. Meglio, dunque, insaporire con erbe aromatiche.


La borragine

borragineSi tratta di una delle piante selvatiche più utilizzate in cucina, le cui foglie raccolte in primavera hanno un sapore che ricorda il cetriolo. La borragine è ottima pastellata e fritta, oppure utilizzata per il ripieno della pasta fresca, come ravioli e tortellini.

 

 

L’ortica

ORTICAIn ultimo, un omaggio alla regina delle erbe selvatiche ad uso culinario. L’ortica non ha bisogno di grandi presentazioni e la troviamo pressoché ovunque, in luoghi umidi, nei campi e persino lungo le strade. Di essa, si utilizzano le foglie più tenere per degli splendidi risotti, per zuppe, per colorare e insaporire la sfoglia della pasta fresca, come ripieno, per creare torte rustiche e sformati… insomma, largo spazio alla fantasia con questa magica erba di campo!

E, se la voglia di approfondire la conoscenza di questo mondo incantato è tanta, potete soddisfarla con una visita al Giardino degli Aromi di Valbonella. Situato alle pendici del Comero, nei pressi di Bagno di Romagna, questo parco tematico nasce per raccontare le erbe e i loro utilizzi, in un percorso suddiviso in otto zone, a seconda delle loro proprietà e usi: piante aromatiche alimentari; piante per liquori; piante essenziere; piante della bellezza; piante rilassanti; piante stimolanti; piante protettrici e piante depurative.

Da non perdere anche la Festa delle erbe spontanee, una ricorrenza annuale in scena durante il mese di maggio per rendere omaggio a questa grande ricchezza locale.

 

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