VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE

Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
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In “cammino” verso Bagno di Romagna

La Via Romea Germanica e il Cammino di San Vicinio, un viaggio spirituale sui passi di Santi e pellegrini.

Mettersi in cammino significa recuperare la percezione di sé stessi. Scavare all’interno del proprio io alla ricerca di luoghi e suggestioni che possano arricchire il nostro percorso introspettivo.

Un viaggio spirituale comincia da qui, ma è quando incrocia le strade percorse dai Santi che assume le connotazioni di quello che può essere definito un “cammino religioso”.

L’Emilia Romagna, da sempre meta di transito per pellegrini e viandanti, rappresentava una delle tappe obbligate per tutti coloro che dal Nord Europa si mettevano in viaggio per raggiungere la Città Santa.

Oggi è possibile vivere un’esperienza spirituale ripercorrendo i 18 itinerari (tra cammini e vie di pellegrinaggio) che attraversano la regione tra bellezze nascoste e paesaggi suggestivi.

Dalla Via Francigena all’Alta Via dei Parchi questi percorsi, variabili per difficoltà e quindi adatti ad ogni tipo di viaggiatore, s’insinuano nell’Appennino emiliano-romagnolo e nella Pianura Padana regalando ai viandanti scorci di inestimabile bellezza.

Bagno di Romagna, tappa situata sulla Via Peregrinorum, è attraversata da due di questi cammini religiosi che all’alto valore spirituale uniscono l’imponenza di antiche pievi, abbazie, basiliche e la quiete di una natura incontaminata.

La Via Romea Germanica sui passi di Alberto di Stade ripercorre l’itinerario che l’abate, convertitosi poi in frate, raccontò nei suoi Annales nella forma di un dialogo tra i due monaci Tirri e Firri a proposito della migliore via per raggiungere Roma.

Un viaggio complessivo di 2.200 km di cui 214 attraversano l’Emilia Romagna tra Ferrara e Bagno, che oggi, grazie anche all’inserimento nel progetto Romagna Toscana, concorre per essere riconosciuto come Route Culturale Europea dal Consiglio d’Europa.

Il Cammino di San Vicinio “narra” la storia del Vescovo di Sarsina, venerato ancora oggi come taumaturgo e guaritore, snodandosi attraverso i luoghi che ne hanno caratterizzato il cammino di fede dalla Valle del Savio al Parco delle Foreste Casentinesi fino al Mare Adriatico.

350 km suddivisi tra le province di Forlì Cesena, Arezzo e Rimini ripercorrono la vita del Santo incrociando edifici simbolo della fede cristiana tra i quali il Santuario della Verna e l’Eremo di Camaldoli.

 

La Via Romea Germanica

Parlare della Via Romea Germanica significa fare un salto nel tempo, a quell’epoca in cui i monaci si occupavano di trascrivere le cosiddette “cronache” per rendere imperituri gli avvenimenti più importanti.

Si narra che nel 1236 Alberto di Stade, abate dell’omonimo monastero, si fosse recato a Roma dall’allora Papa Gregorio IX per ottenere un irrigidimento della regola allora vigente.

In seguito al rifiuto da parte del Papa, Alberto si dimise dalla sua carica e diventò frate nel convento dei Frati Minori di San Giovanni di Stade.

Nel 1256 cominciò a scrivere i suoi Annales Stadenses: una trascrizione fedele del viaggio verso Roma, oltre che un’accurata descrizione di quella che oggi conosciamo come Via Romea Germanica.

Con un percorso che si estende per 2.022 km complessivi, dalla Germania fino a Roma, per un totale di 97 tappe, la Via Romea Germanica si insinua in Emilia Romagna all’altezza di Ferrara.

Un itinerario oggi rivalutato ed inserito all’interno del progetto Interreg MED Inherit che ha come obiettivo la promozione del turismo slow, in particolar modo dei cammini e dei percorsi cicloturistici, attraverso il coinvolgimento della comunità locale.

I 214 km totali che interessano l’Emilia Romagna sono costituiti da 7 tappe che si concludono con l’arrivo a Bagno di Romagna:

  • da Ferrara ad Argenta (25 km)
  • da Argenta a Sant’Alberto (29 km)
  • da Sant’Alberto a Ravenna (34 km)
  • da Ravenna a Forlì (30 km)
  • da Forlì a Cusercoli (35 km)
  • da Cusercoli a Santa Sofia (20 km)
  • da Santa Sofia a Bagno di Romagna (25 km)

Quest’ultima tappa che parte da Santa Sofia cittadina appartenuta per lungo tempo al Granducato di Toscana, di cui risultano ancora evidenti le influenze, porta dalla Valle del Bidente a quella del Savio passando per Raggio, La Nocina, Sant’Uberto, Gamberini, Passo del Carnaio, Monte Salvetti, Paganico, Corzano, San Piero in Bagno ed infine Bagno di Romagna.

Il punto di partenza è Piazza Matteotti dove, superato il fiume Bidente, si sale a sinistra alla volta di Piazza Mortaro seguendo le indicazioni per Spinello.

Dopo 1 km si svolta a sinistra e, guadando il torrente, s’imbocca una salita che in 1,3 km conduce a Raggio.

Un tratto nuovamente in salita, sulla vecchia provinciale, conduce dopo 600 mt tra boschi e pascoli a Nasseto e dopo altri 600 mt presso La Nocina.

Qui, imboccata la strada provinciale per Spinello, si arriva dopo 200 mt su una vecchia strada che porta a S.Uberto, località che sorge sui ruderi di un antico convento.

Procedendo sulla strada provinciale s’incrocia Gamberini, tappa in cui è consigliato fermarsi per fare rifornimento di acqua. 

Avendo cura di evitare la SP 26, imboccare il tracciato arancione e dopo 250 mt, raggiunto un incrocio, svoltare prima a destra e 60 mt dopo a sinistra seguendo il sentiero CAI a destra.

Dopo circa 100 mt in piano si scende nuovamente per tornare sulla carrareccia che conduce alla Terrazza sul Parco. Tenendo la destra, scendere ancora fino al raggiungimento del monumento ai caduti, quindi girare a destra.

Pochi metri dopo s’incontra il bivio del Carnaio in cui è possibile optare per due strade, quella di destra più lunga e impegnativa, caratterizzata da tratti in salita ma anche da una suggestiva vista sul Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e quella di sinistra più semplice e in discesa che si snoda tra campi disseminati di casette coloniche.

Scegliendo il percorso di sinistra, dopo circa 1 km si svolta a destra e in 1,4 km si arriva alla strada asfaltata di S. Piero in Bagno e che scende verso Paganico.

Guadando il torrente, dopo un leggero tratto in salita totalmente immerso nel bosco, si raggiunge l’Eremo di Corzano da cui si diparte l’antica mulattiera che porta a S. Piero in Bagno.

Percorsi 3 km di ciclabile si arriva alla tappa finale, Bagno di Romagna.

L’itinerario, percorribile sia a piedi sia in bici con qualche variazione, presenta un notevole dislivello ed ha un livello di difficoltà pari alla classificazione E sulla scala CAI.

Per tale motivo è adatta a viaggiatori che hanno un discreto senso dell’orientamento oltre ad una discreta conoscenza dell’ambiente alpino.

Inizio tappa  Santa Sofia
Arrivo tappa Bagno di Romagna
Lunghezza  23,3 km 
Dislivello salita  735 mt
Dislivello discesa  471 mt
Livello di difficoltà (CAI) E

 

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Il Cammino di San Vicinio

Primo vescovo di Sarsina vissuto tra il IV e il V sec. d.C., San Vicinio originario della Liguria arrivò nella cittadina prima delle persecuzioni di Diocleziano e Massimiliano.

Figura carismatica oltre che grande guida spirituale, divenne ben presto vescovo protettore dei Sarsinati che ancora oggi lo venerano come taumaturgo e guaritore.

Il percorso a lui dedicato è un itinerario ad anello lungo circa 350 km che si snoda tra le province di Forlì Cesena, Arezzo e Rimini e ripercorre in 14 tappe, i luoghi che hanno caratterizzato il suo cammino di fede

  • da Sarsina a Bagno di Romagna (37,6 km)
  • da Bagno di Romagna a Camaldoli (20,2 km)
  • da Camaldoli a Badia Prataglia (12,1 km)
  • da Badia Prataglia a La Verna (12,1 km)
  • da La Verna a Verghereto (17,3 km)
  • da Verghereto a Balze (13,1 km)
  • da Balze a Sant’Agata Feltria (22,7 km)
  • da Sant’Agata Feltria a Pietra Dell’Uso (23,1 km)
  • da Pietra Dell’Uso a Sogliano Al Rubicone (9 km)
  • da Sogliano Al Rubicone a Borghi (21,9 km)
  • da Borghi a Sorrivoli (17,3 km)
  • da Sorrivoli a Cesena (19 km)
  • da Cesena a Ciola (26,1 km)
  • da Ciola a Sarsina (13,1 km)

Realizzato per celebrare i primi mille anni della Basilica di Sarsina in collaborazione con la Comunità dell’Appennino Cesenate e il Comitato Nazionale per il Millenario della Basilica, il percorso è adatto a tutti e può essere affrontato a piedi, in bici o anche a cavallo grazie anche ad un’accurata segnaletica che riproduce la catena del Santo.

Nelle tappe 2, 3 e 4 il cammino, per un tratto di circa 46 km, incrocia il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi in cui oltre alle bellezze naturalistiche che lo caratterizzano è possibile ammirare luoghi simbolo della spiritualità cristiana come il Santuario della Verna, il Monastero e l’Eremo di Camaldoli.

Andando verso Camaldoli si lascia Bagno di Romagna passando davanti al palazzo del Capitano. La mulattiera verso il Monte Carpano, tra ruderi e latifoglie, è il segno di una natura incontaminata.

Sul crinale la mulattiera s’interrompe e l’incrocio è spesso caratterizzato dal passaggio del Lupo Selvatico che delimita il proprio territorio. 

Il paesaggio offre uno spaccato suggestivo della vegetazione tipica di questi luoghi dal bucaneve allo zafferano selvatico fino all’aglio orsino ancora oggi adoperato in molte salse. 

Arrivati in prossimità della Toscana, si transita vicino a un piccolo lago artificiale fatto costruire nel XV sec. dai monaci per l’allevamento del pesce. 

La cappella di S.Romualdo eretta a memoria di un prodigio del Santo contro il demonio che voleva gettarlo nel vicino torrente, emerge quasi a sorpresa nel percorso.

Al suo esterno è ancora visibile il cosiddetto Sasso Molle sul quale, secondo la tradizione, sono rimaste impresse le impronte di un piede e di una mano di Romualdo. 

Poco più avanti, immerso nel silenzio tra gli alberi secolari, si erge l’Eremo di Camaldoli che segna la fine della seconda tappa e quindi l’ingresso in Toscana.

Sebbene l’itinerario sia complessivamente di livello medio-facile, le tappe menzionate sopra ed in particolar modo la prima sono più facilmente affrontabili da persone allenate.

TAPPA 2
Inizio tappa Bagno di Romagna 
Arrivo tappa Camaldoli 
Lunghezza  20,2 km 
Dislivello salita  1251,2 mt
Dislivello discesa  921,1 mt
Livello di difficoltà (CAI) EE

 

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