I tesori artistici dell'Alto Savio - CibòSoGood! Magazine

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I tesori artistici dell’Alto Savio

Edifici senza tempo in cui arte, devozione e storia si fondono per dare vita a preziosi capolavori artistici.

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L’offerta turistica dell’Alto Savio non si limita unicamente agli stabilimenti termali e ai percorsi naturalistici, che ne fanno una meta privilegiata per appassionati di escursionismo e mountain bike. Bagno di Romagna incarna perfettamente la filosofia di turismo slow, un luogo dove camminare in tranquillità alla scoperta dei tesori artistici più nascosti.

Oltre alle dimore storiche che caratterizzano il centro di Bagno di Romagna, tra cui il settecentesco Palazzo Biozzi, oggi sede del Grand Hotel Roseo Terme e Palazzo del Capitano, che ospita oggi lo IAT e il Centro Visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il territorio è caratterizzato da edifici di notevole pregio artistico.

Oltre alla Basilica di Santa Maria Assunta di stile romanico, al cui interno è custodita la Reliquia del Miracolo Eucaristico, poco fuori Bagno di Romagna è possibile apprezzare edifici che uniscono il valore storico ad una bellezza senza tempo.

È il caso del Santuario di Corzano che nel corso del tempo si è trasformato nella meta ideale di pellegrinaggi ed escursioni grazie alla suggestiva mulattiera che bisogna percorrere per raggiungerlo.

A Bagno di Romagna ogni scorcio riesce a diventare suggestivo e coinvolge il visitatore in un’atmosfera fatta di quiete e bellezza.

 

Basilica di Santa Maria Assunta e il Miracolo Eucaristico

Sulla piazza principale di Bagno di Romagna, si affaccia la Basilica di Santa Maria Assunta una delle tre strutture del percorso espositivo del Museo di Arte Sacra insieme all’Oratorio della Madonna del Carmine e ai locali della Casa Canonica della Parrocchia di Bagno di Romagna.

La Basilica caratterizzata dallo stile romanico, ma risalente presumibilmente all’anno 861, si compone di una navata unica articolata in sette cappelle.

Al suo interno è possibile ammirare tesori di rara bellezza, riconducibili al Rinascimento Fiorentino, tra le quali la Madonna col Bambino del Maestro di Sant’Ivo, un Trittico attribuito a Neri di Bicci, una Natività realizzata dall’allievo del Ghirlandaio e la statua policroma di Sant’Agnese opera di un allievo del Ghirlandaio.

La Basilica custodisce inoltre la Reliquia del Miracolo Eucaristico del 1412.

Si narra infatti che durante una celebrazione eucaristica tenuta dal monaco camaldolese Lazzaro, lo stesso fosse assalito dal dubbio della presenza di Cristo nell’eucarestia. A questo punto, il vino appena consacrato cominciò a bollire dopo essersi tramutato in sangue.

Inserita in una teca argentata la Reliquia è conservata nella Cappella del Sacro Cuore ed esposta ogni domenica da marzo a novembre. Durante la festività del Corpus Domini viene celebrata e portata in processione per le vie del paese.

 

Il castello e il santuario di Corzano

Percorrendo circa 3 km, con partenza da San Piero in Bagno, si giunge presso il Colle Corzano. Qui, dove si uniscono le strade che provengono da Forlì e da Cesena, si trovano i resti della cantina, il rudere del maschio, la cisterna e le fondamenta della rocca un tempo appartenuta ai conti Guidi. La costruzione risalente al 1100 è stata scenario di numerose vicissitudini. Dopo essere stata sede del Caporalato della Val di Bagno nel 1454, il saccheggio da parte dei Lanzichenecchi nel 1527 determinò la perdita di prestigio della struttura che venne trasformata in un magazzino e di cui oggi è possibile ammirare solo pochi resti. Tra questi resti, a circa metà Ottocento, è stato costruito il Santuario della Madonna di Corzano, nato per custodire l’affresco di una Madonna col Bambino e Santa Caterina di Alessandria.

La devozione nei confronti della Madonna di Corzano è legata ad una leggenda secondo la quale, i terremoti del 1835 sarebbero cessati per sua intercessione.

A prendersi cura del Santuario, almeno dalla metà dell’Ottocento, sono sempre stati degli eremiti che vi abitavano in pianta stabile e che si occupavano di tenerlo in buono stato. L’ultimo tra questi, che ha vissuto a Corzano dal 1969 al 1988, è stato Quirino Maggio da Manduria. È stato anche grazie al suo impegno costante che nel 1975 la Soprintendenza ha ripreso i lavori di restauro del Santuario in cui oggi è possibile ammirare. tra gli altri tesori, un suo rilievo in bronzo realizzato dallo scultore Carmelo Puzzolo.

Il silenzio e la pace che si respirano in questo luogo l’hanno reso meta privilegiata di pellegrinaggi ed escursioni. Il Santuario è infatti raggiungibile tramite una mulattiera che parte da San Piero in Bagno e che conduce, attraverso il sentiero CAI 193, fino in cima al Colle Corzano. Lungo questo percorso si trovano le 14 stazioni in bronzo della Via Crucis, realizzate sempre da Puzzolo.

La Madonna di Corzano è legata ad una delle festività più suggestive che animano San Piero in Bagno, il Palio dei Fuochi. Dal 1835, ogni anno la domenica immediatamente successiva a Pasqua e l’ultima di agosto, le campane suonano a festa e in tutta la valle si accendono fuochi in onore alla Madonna.

 

Palazzo del Capitano

Dimora storica abitata prima dai Guidi e poi da Gambacorti, Palazzo del Capitano, edificio nel pieno centro di Bagno di Romagna, divenne nel 1454 sede del Capitanato della Val di Bagno. Dopo una serie di ingrandimenti e riadattamenti che portarono alla costruzione della Sala Grande e della Sala della Ragione, nell’800 divenne sede del Comune ed in seguito ospitò anche la Caserma dei Regi Carabinieri. Abbandonato negli anni ’60 del Novecento, venne poi acquistato dall’amministrazione comunale che ne curò la ristrutturazione inserendo al suo interno la biblioteca comunale e la sezione distaccata dell’Archivio Comunale.

Oggi oltre ad essere ammirato per la sua bellezza ed il suo valore storico è diventato un punto di riferimento per i turisti come sede dello IAT e Centro Visita del Parco delle Foreste Casentinesi. Inoltre, è un centro di aggregazione per gli abitanti di Bagno di Romagna che durante le serate estive si radunano nel cortile dove si tengono concerti, rassegne cinematografiche e spettacoli.

 

Museo di Arte Sacra

Inaugurato nel 2018, il Museo di Arte Sacra di Bagno di Romagna nasce da un’idea di monsignor Alfiero Rossi, che dal 1966 si è occupato di raccogliere e collezionare opere di alto pregio. Il Museo che tra arredi, sculture e dipinti ospita più di 200 opere, tra le quali spiccano l’Adorazione dei Magi di Gherardini e un presepe napoletano databile nel 1700, rappresenta un vero e proprio complesso espositivo.

Possessore unico dei beni presenti all’interno del Museo è la Fondazione Abbatia Nullius Balneensis, creata da monsignor Rossi insieme ad un anonimo benefattore fiorentino, con lo scopo di preservare le opere che non possono essere vendute né trasferite.