VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE

Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
LE METE DEL GUSTO

Via del Bitto: turismo “slow” ad alta quota

Un nuovo impegno per valorizzare il turismo slow verso la montagna che si affaccia su Morbegno e sulla Bassa Valtellina.

Via del Bitto

Sostenibilità, turismo diffuso e riqualificazione del territorio. Sono questi i concetti chiave attorno a cui ruoterà lo sviluppo della Via del Bitto, un progetto di mobilità leggera ad alta quota che vede coinvolti 7 comuni tra Morbegno e la bassa Valtellina e che rappresenta un modo inclusivo di vivere la montagna. Questo percorso lungo 100 km, situato tra i 1500 e i 1900 metri d’altezza, sarà percorribile non solo a piedi o in bicicletta, ma anche con le joulette, le carrozzelle da outdoor a ruota unica, per consentirne la transitabilità alle persone con mobilità ridotta.

Bitto DOPAttorno alla Via del Bitto che avrà due accessi, uno da Casio Valtellino e l’altro da Talomona, si svilupperà una rete che vedrà la cooperazione tra 30 alpeggi nei quali viene prodotto il Bitto, formaggio al quale nel 1995 è stata conferita la certificazione della DOP, e altrettante strutture produttive e ricettive. Proprio a queste ultime sarà riservato un ruolo di primaria importanza. A ciascuna struttura ricettiva verrà richiesto di allestire un’officina per la riparazione delle mountain bike e di installare pannelli fotovoltaici per consentire la ricarica delle biciclette a pedalata assistita tramite energia pulita e rinnovabile. Un itinerario millenario, quello della Via del Bitto, che per secoli ha rappresentato il percorso terrestre più diretto e breve fra la Valtellina e il Basso Lario, pronto adesso a trasformarsi in un esempio di turismo slow ed esperienziale di altissimo prestigio naturalistico e culturale.