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La DOP per i capperi delle Eolie

Dal 7 maggio è ufficiale: il cappero delle Eolie diventa DOP e fa crescere a 32 il numero dei prodotti siciliani a marchio DOP e IGP.

cappero delle eolie

Dopo il cappero di Pantelleria che ha già il bollino IGP, anche il cappero delle Eolie diventa DOP. È arrivata infatti la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del regolamento di esecuzione, con il quale si dispone la iscrizione del cappero delle isole Eolie nel registro delle Denominazioni di origine protette. Sale così a 32 il numero delle DOP/IGP siciliane in ambito agroalimentare.

 

Le caratteristiche del cappero delle Eolie

Colore verde tendente al senape con striature violacee; sapore intenso e pungente; odore aromatico, forte, senza alcuna inflessione di muffa o odori estranei; calibro non inferiore a 4 mm per i capperi; calibro non superiore a 20 mm per i cucunci; sono queste alcune delle caratteristiche cui dovranno rispondere il prodotto “Cappero delle isole Eolie DOP”.

Il disciplinare prevede la possibilità di poter coltivare capperi sull’intero arcipelago eoliano, il che significa incrementare la produzione per soddisfare tutte le richieste del mercato. Al momento nelle Eolie se ne raccolgono circa 600-700 tonnellate all’anno, la maggior parte proviene dall’isola di Salina. Attualmente il consorzio eoliano è composto da una sessantina di aziende che operano nelle isole di Lipari, Vulcano, Filicudi, Alicudi, Panarea, Stromboli e nei comuni di Santa Marina Salina, Malfa e Leni nell’Isola di Salina.

pianta cappero delle eolie DOP

 

L’impegno dell’Assessorato all’Agricoltura siciliano

Secondo l’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera, “portare un prodotto a marchio genera quell’importante valore aggiunto che rende sostenibile, anche dal punto di vista economico, l’attività agricola. Il marchio comunitario rappresenta anche una significativa opportunità per i giovani che vorranno scommettere su questa produzione ad alto valore aggiunto e deficitaria sul mercato. Oggi è giunto a compimento il percorso di riconoscimento, iniziato nel 2016, che ha visto l’Assessorato impegnato al fianco di aziende e produttori per tutta l’istruttoria e le diverse fasi che hanno portato al raggiungimento del risultato”.