VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL BEL PAESE

Perdersi tra le bellezze d’Italia, senza perdersi il meglio.
IL PAESE DELLE DELIZIE

Lo scalogno di Romagna IGP

Il nobile cugino della cipolla, di provenienza mediorientale, ha trovato in Emilia Romagna un ambiente perfetto per essere coltivato.

Glenda Vignoli, presidente del Consorzio dello Scalogno di Romagna IGP, ci racconta un prodotto saporito e versatile.

La coltivazione dello scalogno è nota da almeno 3000 anni; sappiamo, infatti, che questo bulbo veniva utilizzato già usato dai Romani. Originario di Ascalon, città della antica Palestina, è giunto in Europa con le migrazioni di romani e celti, anticamente presenti nel territorio, i quali ne hanno diffuso la coltivazione. L’aroma è meno forte dell’aglio, ma più saporito della cipolla, le radici molto lunghe e le foglie affusolate.

Lo Scalogno di Romagna IGP non si trova allo stato selvatico in quanto non produce infiorescenze. Da sempre coltivato negli orti familiari in questa zona di collina e inizio pianura della valle del Senio, del Santerno, Modigliana e Tredozio, era il pranzo dei braccianti: con un pugno di bulbi di scalogno, pane raffermo e un fiasco di Sangiovese affrontavano la giornata lavorativa.

Tutti i produttori di Scalogno di Romagna IGP sono riuniti in un consorzio di promozione: il Consorzio dello Scalogno di Romagna. In dialetto romagnolo si chiama “scalogna”, un detto dice che fosse ritenuta una coltivazione dei poveri e che portasse sfortuna, invece è un bulbo re delle nostre cucine, che dà ai piatti una nota profumata inconfondibile oltre che apportare sali minerali e vitamine.

Una volta tolto dalla buccia coriacea, il bulbo si presenta rosato/violaceo, sodo ed elegante. Contiene poca acqua, perciò la cottura nei soffritti deve essere veloce per non carbonizzarlo.

Molteplici sono i suoi usi un cucina, come semplice sostituto della cipolla, ma anche come protagonista dei piatti. Il sugo fatto con Scalogno di Romagna IGP, prosciutto crudo stagionato, passata di pomodoro fresco e olio evo accompagna sia i tagliolini all’uovo che i gnocchi di patate. Fresco, invece, si può consumare in pinzimonio, conservato sott’olio accompagna affettati e formaggi e, se caramellato, lo si può abbinare ad una mousse dolce di squacquerone di Romagna.

 

La sagra

Ogni anno dal 1992, a fine luglio, a Riolo Terme, viene dedicato un’intero fine settimana allo Scalogno di Romagna IGP con piatti preparati dalla Proloco, un convegno a lui dedicato e il mercato dei produttori di questo aromatico bulbo.

Vuoi cimentarti con il suo uso in cucina? Ecco qui una ricetta facile e veloce: i tagliolini allo scalogno di Romagna IGP.